Una storia antica quanto il tempo stesso, il primo racconto tramandato di generazione in generazione: scopri il viaggio pericoloso e infine fatale di un uomo alla ricerca dell’immortalità.
Non avrebbe mai immaginato che le sue cronache sarebbero diventate leggenda e che il suo ricordo sarebbe stato narrato e inciso nel corso dei millenni.
Nell’antica Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate, sorsero le prime grandi città e i primi regni. Tra queste vi era la maestosa città di Uruk, governata da Gilgamesh: un re leggendario, descritto come per due terzi divino e per un terzo umano.
La sua storia avrebbe attraversato le civiltà, incisa sulle prime tavolette d’argilla e divenendo una delle più antiche leggende dell’umanità giunte fino a noi.
Nonostante la sua potenza e la sua gloria, Gilgamesh non poté sfuggire al destino comune a tutti i mortali: la morte. Determinato a sfidarlo, si spinse oltre i confini del mondo conosciuto, attraversando immense distese desertiche, foreste ancestrali, montagne vertiginose e mari lontani. Sostenuto dall’abbondanza della natura lungo il cammino, affrontò innumerevoli prove alla ricerca di un fiore sacro capace, secondo la leggenda, di donare la vita eterna..
Gilgamesh trovò infine il fiore sul fondo di un lago nascosto, ma prima di poter conquistare l’immortalità gli venne sottratto da un serpente. Lottando contro la creatura con tutte le sue forze, incontrò infine proprio la sorte da cui aveva cercato di fuggire.
Alla fine, Gilgamesh non riuscì a sconfiggere la morte. Eppure, la sua leggenda ci riuscì, rendendolo immortale nel solo modo che davvero conta: vivendo per sempre nella memoria.